L’ aria della libertà. L’Italia di Piero Calamandrei

«Io ricordo che negli anni pesanti e grigi nei quali si sentiva avvicinarsi la catastrofe, facevo parte di un gruppo di amici che, non potendo sopportare l’afa morale delle città piene di falso tripudio e di funebri adunate coatte, fuggivamo ogni domenica a respirare su per i monti l’aria della libertà…». Le istantanee scattate dalla Rolleiflex di Piero Calamandrei raccontano l’atmosfera – allegra e malinconica – di queste brevi fughe per pievi e abbazie, siti archeologici e luoghi d’elezione di artisti e poeti, destinazioni scelte col desiderio di ritrovare quella «tradizione di civiltà» di cui s’era «smarrito il senso». Alla ricerca del «vero volto della patria», insieme a Calamandrei, alcuni dei più importanti intellettuali antifascisti che, all’indomani della fine della guerra, furono tra i protagonisti della rinascita morale e civile del paese.

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Scritti scelti di un socialista libertario

Di Andrea Caffi ci ha lasciato quasi un trentennio fa un indelebile ricordo Alberto Moravia col descriverlo come “un uomo romantico che ha avuto [ …] degli ideali e al tempo stesso un’espressione delusa, ironica, amara e lungimirante con la quale sembrava dire: c’era da aspettarselo”; mettendo nel prosieguo in luce altre qualità come la profonda cultura, l’indomita curiosità, causa ed effetto del suo lungo peregrinare per mezza Europa, il netto rifiuto verso ogni forma di omologazione, la sostanziale freschezza mantenuta nonostante il passare del tempo e le traversie della vita.
Il ritratto si concludeva con la scoperta da parte dello scrittore romano delle due anime caffiane: quella illuminista francese che lo portava a cercare di spiegare il mondo partendo comunque sempre dal dubbio, e quella populista russa che lo spingeva a solidarizzare con i ceti subalterni.
Il suo socialismo libertario parla di individui e società, di giustizia e libertà, di laica fratellanza e umanità rigenerata, di storia e cultura, e di altro ancora: ecco i buoni motivi per ripubblicare Caffi ai giorni nostri, proprio nel momento in cui tornano alla ribalta abusate parole d’ordine quali “Dio, patria e famiglia”.

Il cavaliere dei Rossomori-Vita di Emilio Lussu

La biografia risale al 1985, racconta la vita, l’esperienza della Grande Guerra, la lotta allo squadrismo, il carcere, il confino, la fuga a Lipari con Rosselli e Nitti, l’attività antifascista all’interno di GL svolta dall’estero e il contributo al Partito d’Azione e al Psd’az. Il suo essere fortemente a sinistra sempre, ma allo stesso tempo svincolato dal Partito Comunista. Il ritratto di un grande socialista liberale.

Come farla finita con il fascismo

«Non vogliamo che su questa pagina della vita italiana, su questa carica morale si possa stendere un comodo lenzuolo di oblio. Questo no, compagni giovani. Ora tocca a voi.»

Ferruccio Parri, uno dei maggiori esponenti dell’antifascismo italiano e della Resistenza, è una vera e propria guida. I suoi scritti e i suoi discorsi ci conducono, ancora oggi, attraverso una ragnatela di parole chiave necessarie per contrastare il ritorno di retoriche e pratiche violente e identitarie. Che se fasciste non sono, al fascismo assomigliano molto.

Psicologia di massa del fascismo

Psicologia di massa del fascismo è una veduta d’insieme fatta dallo psicoterapeuta, iniziatore della psicosomatica, sulla condizione interiore che caratterizzava il conformismo del cittadino tedesco prima dell’avvento del nazismo. Analisi corporea e caratteriale del cittadino perfettamente ossequioso verso il potere, quelli che poi la commissione che gli americani istituirono per processare i criminali di guerra nazisti, definirono, tramite i loro questionari, i “Gregari”. Un libro che fornì materiale prezioso ai più noti Marcuse e Fromm. Descrizioni che lette ancora adesso, danno da pensare sul presente.

Non Mollare (1925)

Nel gennaio 1925, anno I della dittatura fascista, un gruppo di intellettuali fiorentini intraprese una battaglia politica per la libertà d’informazione con il foglio clandestino “Non Mollare”. Tra i fondatori, Carlo e Nello Rosselli, Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, Nello Traquandi. Il giornale durò pochi mesi, per la dura repressione subita da promotori e diffusori. Il volume propone la ristampa anastatica dei numeri usciti, testimonianze autobiografiche di Gaetano Salvemini (sul “Non Mollare”), Ernesto Rossi (sull’organizzazione Italia Libera) e Piero Calamandrei (sul Circolo di Cultura e la repressione a Firenze nel 1924-25) e l’introduzione di Mimmo Franzinelli.

Storia del Partito d’Azione

Il libro racconta la storia del Partito d’Azione dalla sua fondazione nel 1942 al suo scioglimento nel 1947. Si ripercorrono la formazione del suo gruppo dirigente, il radicamento sociale e, soprattutto, il grande contributo dato dalle formazioni di Giustizia e Libertà alla lotta partigiana contro i nazisti e i fascisti. La narrazione si conclude con la diaspora che seguì alla dissoluzione del partito e che portò tanti azionisti ad innervare la cultura e la politica italiana.