Il manifesto di Ventotene

“Il “Manifesto di Ventotene”, scritto da Altiero Spinelli in collaborazione con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, è considerato tra i più importanti contributi al dibattito sull’unità europea svoltisi durante la seconda guerra mondiale. Il “Manifesto”, da cui è nato il Movimento Federalista Europeo, costituisce l’inizio della lotta per la federazione europea condotta dai movimenti per l’unità europea. Il problema della federazione europea è all’ordine del giorno, perché è l’unica risposta adeguata alle sfide esistenziali con cui si confronta il processo di unificazione europea. Con la ristampa del “Manifesto di Ventotene” la Consulta Europea intende riaffermare il suo impegno nella lotta per la federazione europea e fornire un punto di riferimento per coloro che vogliono partecipare al dibattito sulla costituzione europea con piena consapevolezza di ciò che è in gioco.

Il fascismo eterno

“Ritengo sia possibile indicare una lista di caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare l’‘Ur-Fascismo’, o il ‘fascismo eterno’. L’Ur-Fascismo è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili. Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno si affacciasse sulla scena del mondo e dicesse: ‘Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!’ Ahimè, la vita non è così facile. L’Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntarel’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo.” Umberto Eco

L’ABC della democrazia

«Prima ancora che nella bocca, la democrazia sta nelle orecchie. La vera democrazia non è il paese degli oratori, è il paese degli ascoltatori.» Guido Calogero Tre motivi per leggerlo: Perché è un piccolo capolavoro che mostra in tutta la sua bellezza il tesoro della democrazia, conquistato dopo tante battaglie, che oggi stiamo perdendo. Perché è un libro appassionato che raccoglie la lezione della Grecia classica e con limpida semplicità mette in scena l’essenza di una vita democratica. Perché, nella ricerca di una mediazione profonda tra giustizia sociale e libertà personale, Calogero è stato uno dei più grandi maestri del Novecento, di assoluta attualità.

Psicologia di massa del fascismo

Psicologia di massa del fascismo è una veduta d’insieme fatta dallo psicoterapeuta, iniziatore della psicosomatica, sulla condizione interiore che caratterizzava il conformismo del cittadino tedesco prima dell’avvento del nazismo. Analisi corporea e caratteriale del cittadino perfettamente ossequioso verso il potere, quelli che poi la commissione che gli americani istituirono per processare i criminali di guerra nazisti, definirono, tramite i loro questionari, i “Gregari”. Un libro che fornì materiale prezioso ai più noti Marcuse e Fromm. Descrizioni che lette ancora adesso, danno da pensare sul presente.

Non Mollare (1925)

Nel gennaio 1925, anno I della dittatura fascista, un gruppo di intellettuali fiorentini intraprese una battaglia politica per la libertà d’informazione con il foglio clandestino “Non Mollare”. Tra i fondatori, Carlo e Nello Rosselli, Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, Nello Traquandi. Il giornale durò pochi mesi, per la dura repressione subita da promotori e diffusori. Il volume propone la ristampa anastatica dei numeri usciti, testimonianze autobiografiche di Gaetano Salvemini (sul “Non Mollare”), Ernesto Rossi (sull’organizzazione Italia Libera) e Piero Calamandrei (sul Circolo di Cultura e la repressione a Firenze nel 1924-25) e l’introduzione di Mimmo Franzinelli.

Discorso sulla Costituzione

Il Discorso sulla Costituzione fu pronunciato da Piero Calamandrei il 26 gennaio del 1955, a Milano, nel Salone degli Affreschi della Società Umanitaria in occasione dell’inaugurazione del ciclo di conferenze sulla Costituzione italiana organizzato da un gruppo di studenti universitari e medi.

Lo Stato siamo noi

Il libro raccoglie interventi e scritti che coprono un arco temporale che va dal 1946 al 1956. Sono ripresi, nella maggior parte, dalla rivista “Il ponte”.
Il progetto che ha animato la vicenda umana e politica di Calamandrei è stato quello di “defascistizzare gli italiani” per fondare una nuova “religione civile” centrata sulla Costituzione del 1948. Su queste basi nasce la “cittadinanza attiva” dell’Italia repubblicana.
La visione del giurista fiorentino della Costituzione era una visione dinamica, si potrebbe dire progressiva: “Le Costituzioni – scriveva – vivono fino a che le alimenta dal didentro la forza politica”. Senza questo “spirito vitale” le costituzioni muoiono. Per questo Piero Calamandrei, padre Costituente e tra i fondatori del Partito d’Azione, è tra le figure più nobili della nostra storia repubblicana.

Quale antifascismo ? Storia di Giustizia e Libertà

Come combattere il fascismo? Come ripensare la politica nel vortice della crisi che sconvolse la società italiana ed europea degli anni Trenta? Come progettare un nuovo ordine post- fascista, a partire dalla cesura della Grande guerra e delle sue tragiche conseguenze? A queste e altre domande Giustizia e Libertà offrì risposte tanto originali quanto radicali nel panorama dell’antifascismo internazionale, intrecciando in forme innovative le tradizioni socialiste e liberali. Il gruppo, fondato da Carlo Rosselli in esilio a Parigi nel 1929 e scioltosi nel 1940, rivendicò diverse concezioni della nazione e dell’Europa e maturò una riflessione lucida sulle tirannie, senza rinunciare a molteplici (e talvolta contraddittorie) prospettive rivoluzionarie. Il volume propone la prima lettura complessiva della vicenda di Giustizia e Libertà e delle sue reti transnazionali nell’emigrazione e nella cospirazione. I percorsi e i dibattiti dei giellisti sono inquadrati nella storia politica e intellettuale del Novecento italiano ed europeo, seguendone le sotterranee e controverse eredità fino a oggi.

Che ho a che fare io con i servi ?

Questo “Zibaldone politico” è una raccolta di estratti dagli articoli e dai saggi che Piero Gobetti scrisse all’inizio degli anni Venti, nel pieno della sua vivacità politica e intellettuale. Si tratta di una summa del pensiero del grande antifascista italiano, che il lettore ripercorrerà con stupore, e forse un poco di amarezza, per l’attualità delle sue riflessioni critiche. Ma forse anche con la speranza e la volontà che, con il contributo attivo di tutti, questo Paese afflitto da tanti mali possa cambiare e diventare migliore.

Avanti nella lotta, amore mio! Scritture 1918-1926

Quando si pensa a Piero Gobetti si pensa soprattutto all’uomo politico, all’oppositore del fascismo. Morto a Parigi prima di compiere venticinque anni, Gobetti fu uno straordinario poligrafo. Fondatore di riviste, animatore editoriale (pubblicò la prima edizione di Ossi di seppia di Montale), studioso, toccò con una scrittura duttile ed efficace i generi più diversi. L’abbozzo autobiografico e il diario, la critica teatrale (spesso ferocissima), la riflessione letteraria (autori italiani come Dante,  Alfieri, Pirandello, gli amati russi come Gogol’), la ricerca sull’arte, con affascinanti studi su alcuni pittori tra Quattro e Seicento e su un maestro novecentesco come Casorati, il ritratto umano (Eleonora Duse, Giacomo Matteotti, il Mussolini delle origini, Rosa Luxemburg), la scrittura di viaggio, il pamphlet politico. Paolo Di Paolo, che a Gobetti ha dedicato il romanzo Mandami tanta vita, raccoglie in questo volume una scelta delle “scritture” di Gobetti, con l’intento di avvicinarlo a nuovi lettori. E di far riscoprire a chi lo conosce la vivacità dello stile, l’intensità della prosa di un ventenne di genio.

“Essere ad ogni momento noi… Sentire il palpito esultante e inebriante della vita, sempre”